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Nazzano


Il borgo di Nazzano è di origine medioevale ma i primi insediamenti sono molto più antichi, riferibili all’età del bronzo. Nel territorio dell’odierna Nazzano, infatti, sono state rinvenute tracce di necropoli (VII secolo a.c.) e reperti di ville romane e templi.
Nazzano sorge in prossimità dell’antica Serpenas – una delle tre città della confederazione dei Capenati – e aveva funzioni di difesa del territorio e di controllo della valle del Tevere. Successivamente, grazie al porto sul fiume, Nazzano è stato un centro commerciale strategico tra Roma e la Sabina.
L’aspetto attuale dell’antico abitato di Nazzano è quello tipico del borgo medioevale, arroccato attorno al suo castello risalente all’XI secolo. In quel periodo Nazzano, insieme ad altri centri situati sulla riva destra del Tevere, si ergeva a difesa dello stato pontificio contro l’abbazia di Farfa, legata all’impero di Germania. A questo scopo la confraternita di S. Paolo ha esercitato sulla rocca di Nazzano un lunghissimo patronato, più volte interrotto prima del XVI secolo quando, ottenuto il possesso definitivo del castello per volontà di papa Leone X (1516), i monaci lo fortificarono e ampliarono disponendone fino a poche decine di anni fa. Oggi il castello appartiene alla società CESMIL (Centro di studi Medioevali Lazio)

Da vedere

Il borgo e la rocca dei Savelli
Conserva il fascino del piccolo paese medioevale stretto attorno al suo castello, in splendida posizione panoramica sulla valle del Tevere. Il Castello è attualmente chiuso al pubblico.

Il Museo del Fiume

Il Museo del Fiume è situato nel centro storico di Nazzano alla base della Rocca dei Savelli; l’edificio che ospita la struttura era anticamente una pertinenza del castello e al suo interno si trovavano le scuderie ed i magazzini.
Sono state allestite due sezioni, una naturalistica, legata essenzialmente al fiume Tevere e alla Riserva Naturale, e una archeologica.
Inaugurato nell’ottobre del 2000, il museo è concepito per coinvolgere attivamente i ragazzi nella visita per mezzo di strumenti multimediali e materiali poco usati fino ad oggi negli allestimenti museali.

La chiesa di S. Antimo

Già citata in documenti del X secolo, la chiesa fu sottoposta a lavori di rifacimento per opera di maestranze romane tra il XII ed il XIII secolo: di questo periodo sono i caratteristici elementi di architettura romanica quali il coronamento a denti di sega, le finestre a strombo, i mosaici cosmateschi. L’interno è a croce latina, con tre navate; parte del materiale marmoreo, delle colonne delle navate, della “schola cantorum” e dell’ambone sono probabilmente recuperati da un precedente tempio pagano a pianta circolare dedicato ad una divinità femminile, fatto testimoniato da numerose iscrizioni latine ritrovate nella collina di S.Antimo.
Nell’abside affreschi attribuiti ad Antoniazzo Romano: “L’incoronazione della Vergine” e la “Madonna col Bambino tra due angeli e S. Pietro, S. Paolo, S. Andrea e S. Antimo”(XV secolo).

Il convento e la Chiesa di S. Francesco

Il primo insediamento francescano fu opera di S. Antonio da Padova nel 1299.
Eretto su terreno ceduto dai padri Benedettini, il convento fu distrutto da un terremoto e ricostruito in muratura. Nel 1655 la struttura fu destinata a novizio e subì continue modifiche fino al 1843 con la costruzione degli speroni di sostegno.
La chiesa subì analoga sorte e solo nel 1752 iniziarono i lavori che, terminati nel 1759, diedero vita all’attuale struttura.
Convento e chiesa si trovano all’interno di un bosco secolare di lecci e querce; all’interno della chiesa meritano attenzione un altare in marmo realizzato da Frate Antonio da Roma, confessionali e coro lignei di pregevole fattura, dipinti e affreschi attribuiti a Giovanni e Sebastiano Conca.
Il convento, abbandonato alla fine del IX secolo, è ora di proprietà privata; la chiesa appartiene al Fondo Edifici di Culto.

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